PER NOI SARA' SEMPRE E COMUNQUE UN DISASTRO AMBIENTALE

PER NOI SARA' SEMPRE E COMUNQUE UN DISASTRO AMBIENTALE
PER NOI E' STATO E SARA' SEMPRE UN DISASTRO AMBIENTALE

martedì 23 febbraio 2016

A Santo Stefano si riparla di Viabilità

Nel corso dell' Assemblea Pubblica su viabilità e logistica tosco ligure tenutasi presso il ristorante "il Contado" di Santo Stefano *  (presenti molti politici di varia appartenenza), qualcuno ha riparlato di una variante alla variante Cisa ( probabilmente intendevano una Complanare all' A12) per "dare respiro" a coloro che risiedono lungo il tracciato.
Ebbene .. sin dai primi anni 2000 quando il Comune di Santo Stefano l' aveva richiesta come ristoro alla Terza Corsia noi di Comitati Spezzini ci opponemmo giudicandola un' ennesimo consumo di suolo.
Non era solo l' infrastruttura in sè a sottrarre altro territorio ma anche le opere che sarebbero state poi realizzate grazie ad una successiva destinazione d' uso dei fondi attraversati, per non parlare di un' ulteriore viabilità connessa alle stesse e di collegamento alla Vecchia Cisa.
Anche allora la Complanare era vista come la soluzione salvifica perchè sarebbe servita quanto meno ad allontanare i mezzi pesanti dalla Variante Cisa riducendo l' inquinamento.
A tale posizione rispondemmo che se si trattava di trasferire il problema allora sarebbe stato meglio portare buona parte del traffico ( non solo i mezzi pesanti) sull' A12 ( allora in predicato di essere potenziata con una terza corsia), istituendo una sorta di abbonamento annuale riservato anche alla distribuzione ed ai pendolari.
La misura è tuttora valida anche perchè la Genova Livorno - il tratto d' interesse, può tranquillamente reggere una quota aggiuntiva di flussi. Tutti possono rendersi conto che l' A12, durante il giorno, è spesso inoccupata ...solo in particolari giornate dell' anno e nella stagione turistica registra intensi passaggi ..ma siamo un paese teconologicamente avanzato ed io mi rifiuto di credere che a talune problematiche non si possa far fronte.
Unitamente a tale proposta sollecitammo il potenziamento di una mobilità pubblica alternativa ed in particolare l' attuazione di un sistema di metropolitana di superficie sulle direttrici Sarzana La Spezia ed Aulla Spezia sfruttanto la rete dismessa e quella da poco potenziata.
La Giunta di Santo Stefano si oppose.. forte anche del niet pronunciato dagli abitanti di Ponzano Belaso preoccupati di chissà quale inquinamento acustico. Lo studio di fattibilità sul nuovo metrò ( in corso in quegli anni ) esitò in seguito che il progetto di finanza era assolutamente non redditizio in rapporto al potenziale numero degli utenti.
Anche oggi, come allora, riteniamo che debba essere Trenitalia ad occuparsi della questione, lasciando perdere i project financing .. il privato potrebbe al massimo partecipare.
Ma torniamo alla Complanare: da una semplice verifica Sat effettuata con Google Earth si vede che superata l' area artigianale di Vincinella e giunti in prossimità della Technostone ( sfruttata la viabilità esistente) sussisterebbero non pochi problemi a proseguire. Il persorso è ostacolato dalla stessa Technostone e da un nucleo abitativo ( Piano di Vezzano) distante dall' autostrada 25 metri (!!!).
Dunque sarebbe necessario ripiegare verso Via Cisa Vecchia per superare l' ostacolo ma prima di arrivare alla rotatoria di Santa Caterina ( quella dell' Ipercoop per intenderci) altri se ne incontrerebbero e si dovrebbe ricorrere ad espropri ed invasioni in aree comunque abitate ed ancora a vocazione agricola.
In buona sostanza .. riflettendo anche sul numero delle vie di comunicazioni già presenti nella disgraziata Piana del Magra e sui rischi di un' ulteriore antropizzazione- per una volta .. cambiamo corso ! mostriamo di aver compreso una semplice e chiara realtà : altre strade non farebbero che portare nuovi carichi ambientali e sanitari non risolvendo praticamente nulla..

*  l' Assemblea Pubblica è stata organizzata dall' Associazione   "Da Porta Nord a La Brina"   di Santo Stefano Magra.

mercoledì 17 febbraio 2016

CONFERENZA SIR DEL 9 FEBBRAIO 2016 -GENOVA



                                  CONFERENZA SIR DEL 9 FEBBRAIO 2016 -GENOVA






Nella conferenza dei Servizi Istruttoria del SIR di Pitelli del 9 febbraio u.s.  -di cui abbiamo saputo solo grazie all’Associazione “Posidonia”- si è parlato soprattutto della parte mare del Perimetro. Con il passaggio da SIN a SIR infatti, le cose sono molto cambiate:  è occorso telefonare più volte in Regione e stare continuamente all’ erta, pena il rischio di perdere la possibilità di partecipare.

 E questo, nonostante avessimo -mesi fa-  inviato formale istanza di ricezione delle convocazioni. Nell' occasione è stato richiesto di compilare un modulo con le presenze: si spera che d’ ora in poi la procedura ricalchi quella adottata dal Ministero dell’ Ambiente che oltre a convocare puntualmente i portatori di interessi inviava a casa  i verbali delle conferenze decisorie ( in cartaceo o in CD ) allegando eventuali memorie consegnate dai partecipanti.

Nell’ o.d.g.  due punti riguardanti altrettanti progetti di realizzazione di banchine, entrambi alle Grazie: uno in zona militare  ( che giudicheremo quando e se entreremo in possesso delle relative informazioni)  ed un altro nello specchio di mare prospicente la borgata marinara presentato dal Gruppo Valdettaro, prevedente riempimenti a mare.

Il secondo progetto è duramente contestato dalla “Posidonia” che non mancherà certo di evidenziare le proprie motivazioni. Noi ci limitiamo ad osservare che l’ intervento è programmato per ovvie ragioni imprenditoriali  ( come sempre è avvenuto sinora) ma nella fattispecie non si prevede neppure la rimozione del sedime inquinato.  A detta del proponente non sarebbe necessario giacchè il fondo sarebbe totalmente impermeabile, dunque basterebbe affiggere i classici palancolati nell’ area di interesse  confinandola con delle panne e procedendo al riempimento. 
 
 
 
 
 
Peccato però che quel fondale come riferito dalla Posidonia avrebbe una struttura molta dinamica come testimonierebbe un episodio di risalita di acqua dolce e fango avvenuto mesi fa. Inoltre al progetto del Golfo della Spezia consegnato da ICRAM nel 2004 risulta che il fondale è costituito ancora  a 3 metri di profondità da pelite sabbiosa (come si evince dall' estratto soprastante).

Ma veniamo alla parte terra:  protagonista della mattinata è la messa in sicurezza permanente della Ruffino Pitelli. La Proprietà ha richiesto una variante al progetto di bonifica che riguarda diversi punti. La parte alta dell’ ex discarica richiederebbe l’ apporto di circa 30 mila mq di materiale terrigeno rispondente alla colonna b della tabella 1 allegato V del D.lgs. 152/2006 ( limiti per le aree industriali) al fine di eliminare taluni  ristagni di acqua. Altro intervento riguarderebbe il lato nord dell’ impianto dove il dilavamento di una costa semi rocciosa provoca intasamenti negli impluvi artificiali che regimano le acque meteoriche. Nella parte bassa un movimento franoso metterebbe a rischio la stabilità di una strada, dunque sarebbero necessari altri conferimenti di materiali per migliaia di metri cubi anche questi ricadenti nella fattispecie della colonna B.  Secondo la Proprietà per la copertura finale   (il cosiddetto caping)  si prevedono difficoltà di reperimento di materiale rispondente alla colonna A ( limiti per le aree residenziali)  del già notato decreto.  E’ stata quindi avanzata la richiesta di una minore rigidità nell’ applicazione dei limiti della colonna A.  Il parere di Arpal ci è apparso favorevole su tutto ..anche per ciò che riguarda il caping finale,  a condizione che gli sforamenti    “ non vadano troppo oltre i limiti  .. non più di tre volte .. ”  .. ma non si è capito se ciò varrebbe per tutti gli inquinanti o per alcuni.

Ora a parte le ovvie riserve che si possono avere quando un soggetto inquinatore chiede meno severità nell’ applicazione delle norme, ciò che più desta sconcerto è la proposta di conferire ulteriori consistenti quantitativi di materiali, con motivazioni tutto sommato non condivisibili. Per esempio non esiste altro modo per scongiurare i ristagni d’ acqua di cui il titolare della Ruffino Pitelli si preoccupa .?  non si potrebbe effettuare  un rimodellamento del terreno già abbancato ?  L’apporto di altro materiale -peraltro- si traduce in nuovi profitti e questo francamente è un aspetto difficile da tollerare anche alla luce della normativa che si è fatta via via molto indulgente.  Basti pensare all’ Art. 41 bis della L. 98/2013 che ha introdotto praticamente una sorta di autocertificazione da parte del produttore di terre e rocce da scavo. Stessa cosa vale per i gestori di impianti autorizzati che dispongono anche di materiali che una volta trattati ( o per meglio dire miscelati ) cessano di diventare rifiuti speciali non pericolosi ed assumono la definizione di aggregati riciclati.

A questo punto è doverosa una riflessione sul futuro imminente di Saturnia:   vista la grande richiesta di materiale che perverrà da diversi cantieri ( per esempio quello dell’ ampliamento del porto, si stimano circa 2 milioni di tonnellate), o di altre discariche che richiedono la messa in sicurezza permanente,  dove verranno reperiti i 350 mila metri cubi che Acam prevede di conferire a Saturnia ?   Ad oggi le terre e rocce da scavo a disposizione si attestano intorno alle 700 mila tonnellate circa 500 mila metri cubi:  200 mila tonnellate dagli scavi del Felettino e 500mila da quelli dell’ Aurelia bis.

Un ultimo dato... sempre a proposito della ex discarica Ruffino Pitelli.  Ai 520 mila metri cubi conferitivi nell' arco di un ventennio (  nel modo che tutti sappiamo, per un revival vedere qui  https://etd.adm.unipi.it/t/etd-09192006-171428/ ) con il progetto di MISP è stato possibile effettuare un ulteriore apporto di 179 mila metri cubi,  ai quali si andrà probabilmente ad aggiungersi la quota che la Proprietà ha richiesto di conferire in sede di Conferenza di Servizi.

 

 

 

 

 

 

giovedì 24 dicembre 2015

GALLERIE APERTE


                  GALLERIE APERTE:  CHE INCREDIBILE RITROVATO TECNOLOGICO ! 



Questa strada scorre in una valle delle Alpi Marittime ..


come vedete la costa franosa è protetta con una galleria aperta  in CLS.  Si noti come la natura l' abbia trasformata quasi in un galleria naturale:  terra e sassi si sono accumulati sopra le solette prefabbricate trovando un equilibrio e finendo per ospitare anche della vegetazione ..  perché faccio notare questo particolare ?  semplice ... perché quando partecipai all' Inchiesta Pubblica alla VAS del Ponte di Ceparana e proposi in alternativa,    la messa in sicurezza permanente della Ripa proprio con una galleria aperta,  la Dottoressa Paola Solari ( settore VIA della Regione)  obiettò che l' opera sarebbe risultata più impattante.

Sindaci  e Tecnici della Provincia  ne fecero invece una questione di soldi: dissero che l' opera sarebbe stata più costosa della bretella Ceparana - S.Stefano     > cosa assolutamente non vera ( vedi Galleria Aperta di Padivarma).

La cosa singolare è che sino a quel momento la dottoressa Paola Solari aveva insistito nel dire che in quel procedimento si doveva discutere del progetto del Ponte di Ceparana  e non di viabilità provinciale.  Ciò in palese contraddizione con la ratio di un procedimento di VAS ( nel caso in esame alla variante al Piano del Parco Magra) che invece è volto a valutare l' impatto ambientale su area vasta.

 Insomma in quella circostanza di fatto si stava
 
 applicando una VIA al progetto .!  O forse si stava semplicemente cercando di mettermi a tacere. Un vero peccato che di quell' incontro ( unico)  che si svolse a Ceparana, non esistano i verbali.

  Ne sono venuto a conoscenza richiedendoli in seguito proprio alla Solari,  alla quale rimarcai come "quella VAS" fosse stata condotta scorrettamente  e che, quanto osservato da Comitati Spezzini,  fosse stato pregiudizievolmente rigettato.  Sorprendentemente il tecnico della Regione dopo qualche schermaglia iniziale sulla conduzione della VAS,  a proposito della mia disamina sulla viabilità provinciale affermò che la mia visione era troppo avanzata rispetto alle contingenze.

Vale la pena di ricordare che dopo l' incontro di Ceparana al quale partecipai come rappresentante di ItaliaNostra scrissi delle osservazioni che questa associazione avrebbe dovuto riconoscere e sottoscrivere. Del resto l' Inchiesta Pubblica l' aveva chiesta proprio il sottoscritto a nome di ItaliaNostra e non era la prima volta, vi era già stato il precedente del Piano Regionale dei Rifiuti !!  Attesi settimane ma per ragioni a me ancora ignote la firma non arrivò ed io uscii dall' associazione.

Com' è noto la soluzione della Galleria Aperta è stata poi accolta dalla nuova Giunta regionale che fortunatamente ha ritirato i fondi al Ponte di Ceparana (peraltro insufficienti) ed  a nome dell' Assessore all' Ambiente Giampedrone ha recentemente reso noto che entro la fine di febbraio dovrebbe essere pronto un progetto.

Allo stato è in corso la messa in sicurezza della strada della Ripa che però non ha consentito la programmata riapertura natalizia.  A dire il vero la Provincia  non pare avere molta fretta, la cosa non ci stupisce, dal momento che è retta da un Partito ostinatamente favorevole al Ponte di Ceparana.

Negli ultimi giorni la consigliera regionale Raffaella Paita ha rinfacciato la Giunta regionale  di aver lesinato risorse in favore dei lavori di messa in sicurezza della Ripa. 





Sembra che i costi dell' intervento si aggirino   sugli 800 mila euro e ne siano stati erogati solo 500 mila.  I 500 mila sarebbero sufficienti ad una riapertura parziale del tracciato ovvero ad un senso unico alternato. Va detto però che la Regione pur essendosi accollate delle responsabilità affossando il Ponte di Ceparana, non ha alcuna competenza sulla Ripa.

giovedì 3 settembre 2015

LE NOVITA' SUL MOLO GARIBALDI




Le novità sono queste:

l' Autorità Portuale rinuncia agli interramenti previsti dal PRP alla Calata Artom ( quella compresa tra i Moli Garibaldi e Fornelli )  e intende allargare il Molo Garibaldi.

Oltre all' allargamento forse ( ma il Presidente Forcieri l' altra sera a TeleLiguria Sud non è apparso troppo convinto ) in testa allo stesso potrebbe realizzare sul lato Ovest un pennello come quello già esistente sul lato Est.


Premesso che Comitati Spezzini è da sempre contraria al PRP approvato nel 2006 ed all' Intesa Porto / Comuni del Golfo da cui ha origine, a proposito dei nuovi piani che riguardano il Molo Garibaldi e Calata Artom-    ho la seguente posizione:

 


  L' opposizione più che alla disposizione dei 50 mila  mq alla Artom o sul Molo Garibaldi sarebbe da fare invece,  poiché in luogo di una VIA, con tanto di Inchiesta Pubblica- è previsto solo lo screening ..Si tratta del classico spezzettamento ...!  Tutto quello che riguarda l' Ambito 6 deve essere valutato organicamente.  

 Peccato non esista un vero fronte popolare che:

1.  dica chiaramente NO al Piano Regolare Portuale
2.  si batta nei tribunali  ma non giocando sui " garbugli "
3.  abbia quale obiettivo primario il Bene Comune inteso come la salvaguardia del Golfo della Spezia

Esiste invece un insieme di Categorie Commerciali che un giorno si e l' altro pure invoca l' attuazione del Piano Regolatore Portuale del quale nel 2007 hanno sottoscritto le previsioni. 

Vedi qui  >  http://www.laspeziaoggi.it/news/2015/09/quartieri-del-levante-lautorita-portuale-rispetti-cio-che-ha-promesso/     e qui  >  http://comitatispezzini.blogspot.it/2012/11/ma-chi-sono-i-comitati-del-levante.html


 
Per favore non mi si venga a dire che l' interramento da 50 mila mq della Artom avrebbe allontanato il carico ambientale dal Canaletto  ( tra Via Tazzoli e Via del Canaletto ), perché se su quei 50 mila mq vado a muovere 200 mila containers in più, con la Fascia di Rispetto irrisoria che prevedono, di fatto non cambierebbe praticamente nulla !



sul rilascio dell' AIA all' Impianto di Saliceti





Nell' impianto di Saliceti sito nel Comune di Vezzano Ligure (SP)  ad oggi si svolge la seguente attività:


La finalità dell' impianto è il trattamento di rifiuti classificati CER 20.03.01( rifiuti urbani non differenziati ) e CER 20.01.08 e 19.12.12 ( frazione organica da raccolta differenziata stradale  e da scarti prodotti da Acam Ambiente  SpA) per la produzione di CDR e per la produzione di CSS. La produzione consta di due principali filiere:
 
1. triturazione, deferizzazione primaria, bioessicazione, deferrizzazione secondaria, vagliatura, raffinazione, deferrizzazione terzaria e pressatura con produzione di CDR e di biostabilizzato
 
2. operazione di triturazione, deferizzazione primaria e vagliatura con produzione di due frazioni (secca e umida ) ed invio ad impianti di recupero
 
 
Ora siccome la tritovagliatura non soddisfa l' obbligo di trattamento previsto dall' art.6  lett. a) della Direttiva n.1999/31 CE   siamo sicuri che i materiali di cui al punto 2 vadano ad impianti di recupero?

l'  Art.6   Lett. A recita:

Articolo 6

Rifiuti ammissibili nelle varie categorie di discariche

Gli Stati membri provvedono affinché:

a) solo i rifiuti trattati vengano collocati a discarica. Tale disposizione può applicarsi ai rifiuti inerti il cui

trattamento non è tecnicamente possibile o a qualsiasi altro rifiuto il cui trattamento non contribuisca

agli obiettivi di cui all'articolo 1 della presente direttiva, riducendo la quantità dei rifiuti o i rischi per la

salute umana o l'ambiente;
 
 
 
Articolo 1
Obiettivo generale
1. Per adempiere i requisiti della direttiva 75/442/CEE, in particolare degli articoli 3 e 4, scopo della
presente direttiva è di prevedere, mediante rigidi requisiti operativi e tecnici per i rifiuti e le discariche,
misure, procedure e orientamenti volti a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative
sull'ambiente, in particolare l'inquinamento delle acque superficiali, delle acque freatiche, del suolo e
dell'atmosfera, e sull'ambiente globale, compreso l'effetto serra, nonché i rischi per la salute umana
risultanti dalle discariche di rifiuti, durante l'intero ciclo di vita della discarica.
2. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche delle discariche, la presente direttiva contiene, per
quelle alle quali si applica la direttiva 96/61/CE, i pertinenti requisiti tecnici, allo scopo di definire in
termini concreti i requisiti generali di tale direttiva. Si considerano soddisfatti
 
 

 
 




 

domenica 30 agosto 2015

.. DALLA BRETELLA AL BY PASS ..




http://www.cittadellaspezia.com/Cinque-Terre-Val-di-Vara/Politica/Costa-Ma-quale-bretella-lo-spostamento-189534.aspx


le accuse che il Consigliere Andrea Costa ha mosso alla collega Paita sulla gestione del caso della Ripa sono certamente fondate ma purtroppo proponendo l' allungamento del By Pass porge al territorio una medicina peggiore del male.

 

 



 Egli coerentemente alla posizioni che provengono dal Settore dell' artigianato intende translare la Ripa in area esondabile con dei riempimenti a base di terre e rocce provenienti dall' Aurelia Bis:   materiale che  il Comune della Spezia vorrebbe mettere a Saturnia e che per taluni buono anche per le nuove banchine previste dal PRP.

 In altre parole Costa propone un restringimento dell' alveo del Magra, dissennata pratica posta in essere dagli anni 60 in poi (almeno). Nella mappa sottostante si vede chiaramente che l' area in cui si vorrebbe intervenire è riconosciuta dal PAI dell’ Autorità di Bacino come esondabile.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 Comitati Spezzini ha proposto un’ alternativa anche in sede di Inchiesta Pubblica alla VAS sul progetto della Bretella Ceparana S.Stefano che riteniamo invasiva non tanto perchè implica la costruzione di un nuovo Ponte sul Magra ma perché favorirebbe un’ ulteriore urbanizzazione nelle aree comprese tra l’ A12 e Via Cisa.    vedi qui    >   http://comitatispezzini.blogspot.it/2015/04/osservazioni-variante-al-piano-del.html

 

I fondi Fas individuati per questa infrastruttura ( che si scoprono oggi insufficienti)  potrebbero essere dirottati sulla Ripa non per allungare il ByPass  ma per realizzare una galleria aperta come quella costruita dopo il Ponte di Padivarma.

L' alveo non verrebbe ristretto, il problema definitivamente risolto e la sicurezza garantita. Eventuali altre frane rovinerebbero su una soletta di calcestruzzo anzichè sul tracciato.

Ci auguriamo che la scarsezza di risorse non faccia propendere per soluzioni incongrue e pericolose che potrebbero avere effetti negativi sia sull' Ambiente che sulle persone. I cosiddetti progetti Slim per esempio sono soluzioni sbagliate almeno quello che riguarda la parte centrale della Strada Provinciale n°10.

 

 
 
 
Il Sindaco Mazzanti insiste sulla Bretella e ricatta il territorio
 
 


La galleria di Padivarma è costata 3.8 milioni di euro ed è lunga 185 metri  ... il fronte franoso della Ripa è lungo 450 metri circa ..  La bretella di Ceparana -Santo Stefano costa 11 milioni di euro ...

direi che ci siamo  ..no ?

Qui i dati della Galleria di Padivarma nel comunicato dell' inaugurazione >




Liguria, aperta la galleria Padivarma sulla strada statale 1 `Via Aurelia` a Beverino, in provincia di La Spezia
 
Ciucci: `La nuova opera ripristina i collegamenti tra Borghetto di Vara e Beverino e garantisce la sicurezza in caso di nuove frane`
L`Anas ha aperto oggi al traffico la nuova galleria artificiale Padivarma tra il km 431,970 e il km 432,210 della strada statale 1 `Via Aurelia`, in provincia di La Spezia. `Dopo l`alluvione che colpì la zona esattamente un anno fa - ha sottolineato l`Amministratore Unico dell`Anas Pietro Ciucci - con questa opera viene ripristinata completamente la circolazione tra i comuni di Beverino e Borghetto di Vara, lungo un`arteria fondamentale come la statale Aurelia`.
`L`intervento, completato in soli 8 mesi - ha proseguito Pietro Ciucci -, garantisce la sicurezza viaria della strada statale Aurelia, in caso di eventuali ulteriori frane`. Dalle ore 17.30, la galleria Padivarma è percorribile nei due sensi di marcia e, in occasione della conclusione dei lavori, si è svolta la visita del Presidente della Regione Claudio Burlando e dell`Assessore regionale Raffaella Paita, insieme al senatore Luigi Grillo, Presidente dell`VIII Commissione del Senato e ai Dirigenti nazionali e regionali dell`Anas. I lavori hanno limitato i disagi agli utenti e il transito, infatti, è stato sempre garantito a senso unico alternato e riservando alle ore notturne le operazioni che comportavano necessariamente la chiusura del tratto.
L`intervento ha previsto la costruzione della nuova galleria e sistemazioni ambientali a monte della stessa; il tratto fu colpito da un movimento franoso con un fronte di circa 100 metri. In particolare, la galleria artificiale, di lunghezza pari a 185 metri, è stata realizzata sul tracciato esistente della statale `Aurelia` in un tratto in cui la strada si sviluppa a mezza costa, provvedendo altresì al ripristino dei due tratti immediatamente a ridosso dell`opera.
La sezione stradale presenta un`unica carreggiata bidirezionale, composta da due corsie da 3,50 metri ciascuna, e da due banchine laterali da 1,25 metri, per una larghezza complessiva della piattaforma stradale di 9,50 metri.
Le pareti della galleria sono costituite da un muro, lato monte, e da una serie di pilastri circolari, lato valle, entrambe realizzate su fondazioni indirette, costituite da un doppio filare di micropali in acciaio. L`impalcato è stato costruito con travi a doppio T accostate con sovrastante soletta gettata in cemento armato. Per garantire il transito in sicurezza, anche in caso di futuri eventi calamitosi della stessa tipologia di quello verificatosi nel 2011, la struttura è stata dimensionata in modo da resistere a un carico accidentale di circa 9t/mq, pari ad una eventuale ricopertura della stessa corrispondente a 5 metri di terreno. `L`opera - ha concluso l`Amministratore unico dell`Anas Pietro Ciucci - ha comportato per Anas un investimento complessivo di oltre 3,8 milioni di euro, finanziato attraverso una anticipazione dei fondi`.

Genova, 25 ottobre 2012
 
 






domenica 23 agosto 2015

Il mancato Albergo dei Puffi a Santo Stefano

 
    ..Ecco terminato quello che doveva essere  " l' Albergo dei Puffi" .! ..  Sulle facciate vedremo  mutande e calzini, dal momento che cotanta bellezza architettonica un albergo non lo diventerà?    Rimugino spesso sul progetto de "La Fabbrica"  il cui contesto era a suo tempo uno dei Siti di Interesse Regionale .. Un'area che dopo la bonifica venne restituita agli usi legittimi ...ehm .. pensando alla Vaccari ..mi chiedo ... l' avrammo fatta davvero la bonifica ..?


     Ci rimugino, dicevo, anche perchè i manufatti della vecchia fabbrica che avevano -quelli si- un certo pregio architettonico sono completamenti vuoti ...!! l' orrendo Store che è stato costruito a fianco, fatto di lastre di latta unite coi rivetti, era dunque assolutamente inutile ! 

     Esso stesso, infatti, sopravvive a fatica .! 

    In alcuni spazi commerciali si fanno mostre proprio per tappare i buchi, per cercare di nascondere il fallimento del progetto ... un' immane colata di cemento e di ferro che venne sbandierata come un fiore all' occhiello.. come l' emblema, la firma degli "uomini del fare" ..! Certo qualche decina di posti di lavoro li hanno dati, anche qui l' onnipresente Maris è spuntata come i moscerini durante la vendemmia e così il governo di Santo Stefano è rimasto quello ... con lo stesso largo consenso di sempre (rispetto ai votanti si intende) .. 

     Ma forse ora qualcuno avrà aperto gli occhi .. forse qualcuno avrà avuto una vaga percezione che manca nella maniera più assoluta una visione complessiva di sviluppo e di gestione del territorio .. O forse no .. per comprendere ciò, ci volevano anche le decine di capannoni del Distripark, della Cittadella Artigianale della CNA, di MondoConvenienza ( questi ultimi finiti dentro un' inchiesta della Magistratura di cui non si sa più nulla) .. 

     Amici ringraziamo la crisi ..! a volte è la sola che arrivi laddove i Comitati nemmeno si azzardano a pensare .. ! Sappiate comunque che qualcuno che i problemi li ha posti è esistito .!.. tramandatelo ai posteri .. dite che c' era chi questo schifo non lo voleva, che non voleva neppure il Ponte tra Ceparana e la Macchia,  che rifiutava quella chiavica dell' impianto di Saliceti,   che voleva invece la metropolitana di superficie tra Sarzana, La Spezia ed Aulla e pensava che proprio nella piana di Santo Stefano sarebbe stato meglio costruire il nuovo ospedale ..! chissà forse vi crederanno ..